Nessuna parentopoli al Cas di Messina

𝗨𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼𝘀𝗶 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶𝗳𝗲𝘀𝗼 𝗶𝗻 𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗣𝗿𝗼𝗳. Antonio Saitta, 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗦𝘁𝘂𝗱𝗶𝗼 𝗹𝗲𝗴𝗮𝗹𝗲 𝗦𝗮𝗶𝘁𝘁𝗮.

Con la sentenza n. 34/2024 del 4 gennaio 2024, la seconda Sezione del TAR di Catania (Presidente ed estensore il Dr. Daniele Burzichelli, componenti Dr. Emanuele Caminiti e Cristina Consoli) ha accolto i ricorsi presentati da alcuni candidati ai concorsi banditi dal Consorzio per le Autostrade Siciliane le cui procedure erano state interrotte perché, secondo gli organi consortili, “nella fase di espletamento dei concorsi di che trattasi, si è verificata la partecipazione come candidati di congiunti di risorse in servizio” e “tale situazione ha integrato e integra un potenziale conflitto di interessi”.

Contrariamente a quanto affermato dal Consorzio nei provvedimenti impugnati, secondo il Tribunale, «la circostanza che ad una procedura concorsuale partecipino candidati i cui congiunti siano dipendenti dell’Amministrazione che ha indetto la selezione, ovvero soggetti che prestino servizio presso tale amministrazione, non sembra determinare, di per sé, alcuna asimmetria informativa».

Assai significativamente, inoltre, il Collegio ha dichiarato di «non condividere il riferimento del Consorzio al concetto di asimmetria informativa potenziale, poiché il congiunto del dipendente o il dipendente dell’Amministrazione non beneficia di alcun irregolare vantaggio per la mera circostanza di essere congiunto di un dipendente o dipendente dell’Amministrazione, mentre circostanza diversa è il fatto che egli sia stato, in ipotesi, concretamente agevolato nel corso della procedura. Né può ipotizzarsi alcun danno reputazionale se la procedura si sia svolta regolarmente e i vincitori della selezione, ancorché congiunti di dipendenti o dipendenti dell’Amministrazione, abbiamo obiettivamente dimostrato di essere i concorrenti più preparati (dovendo evidenziarsi al riguardo che le prove orali sono pubbliche, potendo, quindi, essere oggetto di scrutinio, da parte della stessa Amministrazione, sia la performance resa dal candidato, sia il comportamento tenuto dalla commissione)».

I giudici, pertanto, hanno concluso affermando che, mancando motivi sia giuridici che di fatto per sospendere le procedure concorsuali, «da ciò consegue l’obbligo per l’Amministrazione di determinarsi in ordine a tale selezione concorsuale senza ulteriore ritardo»