Porticcioli turistici: In caso di cambio di gestore, i titolari di contratto ormeggio pluriennale tenuti a pagamento solo somme originariamente pattuite

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La sentenza della Seconda Sezione Civile del Tribunale di Messina, stabilisce che è valido quanto stipulato con la vecchia concessionaria. Rigettate le richieste economiche dell’attuale società consortile che gestisce la struttura.
Chi ha acquistato i diritti di ormeggio pluriennali in un porto turistico, in caso di subentro nella gestione della struttura al nuovo operatore è dovuto “soltanto il canone previsto in origine”, con la precedente società e non le nuove e maggiori tariffe, come aveva richiesto in giudizio il subentrante. A stabilirlo è la sentenza n. 381/2022 della Seconda Sezione Civile del Tribunale di Messina, che ha accolto le ragioni dell’opponente, difeso dal prof. Antonio Saitta, avvocato dello Studio Legale Saitta.

“In particolare – spiega la sentenza – la nuova società ha assunto la gestione della struttura […] e, quindi, l’esecuzione di tutti i rapporti contrattuali ad essa afferenti”, compresi i diritti acquisiti dai proprietari in virtù del contratto di ormeggio con la precedente società.
Il giudice ha, inoltre, rigettato le richieste sulle maggiori somme richieste, per lavori eseguiti, che integrano servizi straordinari, nella struttura, in quanto “non si palesa in che termine le spese straordinarie hanno inciso sulle maggiori somme richieste, ovvero non si palesano i criteri di calcolo” e perché non riconosciute preventivamente necessarie o imposte dalla competente autorità marittima”.